TORSO VIRILE COLOSSALE

BIOGRAFIA

Torso Virile Colossale è un originale omaggio al cinema Peplum ovvero il sottogenere cinematografico italiano dei film storici in costume con immaginario mitologico a cavallo tra anni ‘50 e ‘60.
Si tratta di musica strumentale che non ha intenti filologici rispetto alla colonne sonore originali del genere (le composizioni del cinema Peplum sono di fatto opere sinfoniche) ma vuole essere un’ideale fusione tra i mondi epici e solenni propri di questo cinema, le colonne sonore anni 60 e un’estetica più contemporanea che ruota attorno a chitarre elettriche dalle accordature aperte e suggestioni proto-metal, stoner e psichedeliche.

La volontà alla base del progetto è quella di evocare il mondo di questi film attraverso alcune soluzioni armoniche e alcuni elementi timbrici (timpani e ottoni) ma allo stesso tempo declinare il tutto in un sapore diverso creando alcuni cortocircuiti.
L’immaginario perciò è a tratti vigoroso e a tratti onirico con l’intento di essere paesaggio sonoro per forzuti buoni, dive bellissime, tiranni crudeli, gladiatori, tribù oppresse e intrattenimento a suon di pugni e sgambetti. Il cinema Peplum è un cinema in cui mitologia, fantasia e spesso ironia si fondono creando avventure che fanno della povertà di mezzi, della ricchezza delle idee e della sfrontatezza delle sceneggiature la propria bellezza. Ecco allora che nelle atmosfere dei brani e nei titoli fanno capolino i cliché del genere: le lotte, gli dei, gli oracoli, le seduzioni, le marce degli eserciti antichi e molto altro.

Torso Virile Colossale vuole essere musica forzuta ed evocativa, un’ideale fusione tra il proto-metal, la psichedelia, le suggestioni della musica araba, le composizoni di Miklós Rózsa, Angelo Francesco Lavagnino e ‘i pini di Roma’ di Ottorino Respighi.
L’album d’esordio si intitola Vol.1 perché nelle intenzioni di Grazian questo è il primo tassello di un progetto più ampio. Il sottotitolo dell’album è ‘Che Gli dei ti proteganno’ come la tipica frase utilizzata a mo’ di intercalare in tutti i film del genere, come auspicio di buona fortuna.

L’album contiene 12 brani come le 12 fatiche di Ercole ed è concepito come una colonna sonora o una piccola opera (con tanto di Ouverture e Finale) e attraverso i titoli e la musica cerca di toccare i vari aspetti del genere, non senza ironia.

La scintilla di un progetto musicale il cui immaginario è interamente dedicato ai ‘sandaloni’ italiani scocca nell’estate del 2008 mentre Alessandro Grazian è intento a lavorare all’artwork del suo album ‘Indossai’. Nella copertina di questo disco appare infatti una vecchia fotografia dell’album di famiglia scattata in montagna in cui si vede una ragazza tenuta in braccio da un ragazzo vigoroso. I due giovani nella foto sono sua madre e suo padre, soprannominato dagli amici ‘Maciste’ per via dei suoi muscoli e della sua passione per il cinema mitologico. In casa dei genitori c’è un intero album di fotografie di un giovanissimo Gastone ‘Maciste’ Grazian intento a sfoggiare il proprio fisico forzuto in pose e abbigliamento Peplum. Una raccolta di foto tanto naif e bizzarre quanto emozionanti agli occhi di un figlio che ha ben altri obiettivi atletici e artistici per la propria vita. Saranno quelle foto, che tradiscono una passione giovanile del padre per il Peplum, ad essere la scintilla che scatena il desiderio di esplorare quel mondo e saperne di più. Qualche tempo dopo Grazian è in vacanza con amici in Sicilia e in tv danno ‘Orazi e Curiazi’, un vecchio film del ’61 dove tra una prova attoriale discutibile di Alan Ladd e delle scene approssimative d’innamoramento scatta ilarità e curiosità tra gli astanti. Questo prescindibile film e una visita quello stesso pomeriggio al

Da subito è chiara la volontà di giocare con quel mondo e con i suoi cliché piegandolo alle proprie esigenze espressive così come i forzuti piegano le sbarre e gli sceneggiatori piegano la mitologia per adattarla ai propri film. Da subito è anche chiaro che questo progetto deve essere slegato dalla carriera cantautorale di Grazian. Un vero e proprio side-project senza continuità con il canzoniere del cantautore, ma vera e propria occasione di ‘raccontare’ un’altra parte di sé (musicale e visionaria) tenuta nascosta fino a questo momento al pubblico.

I primi frutti di questa ricerca timbrica e di scrittura cominciano a vedersi già da subito e già da subito si capisce che queste composizioni sono l’occasione per esplorare territori inediti e decisamente estremi rispetto alla musica per cui il musicista padovano è conosciuto. Non si tratta di canzoni né di musica acustica e non ci sono atmosfere docili e rassicuranti: in realtà non ci sarebbe da stupirsi perché sono mondi sonori che appartengono al background di Grazian ma all’alba di Torso Virile Colossale i tempi non sono ancora maturi per svelare il progetto ed è preferibile concentrarsi sulla propria carriera di cantautore e su altre collaborazioni rimandando così il momento di buttarsi a capofitto in questa avventura.

Con il passare del tempo però, incoraggiato sempre di più a dare vita al progetto dall’urgenza creativa, dalle contingenze e da amici e colleghi che sentono il materiale, Grazian comincia a pensare più concretamente alla realizzazione di Torso Virile Colossale. L’incontro con il produttore e fonico Antonio Cooper Cupertino che registra, mixa e co-produce il suo ultimo disco ‘L’Età Più Forte’ crea finalmente le giuste condizioni per sbloccare la situazione e pensare ad un album. Grazian infatti coinvolge Cooper che sente il materiale e ne rimane entusiasta. A questo punto nella primavera 2016 iniziano le registrazioni dell’esordio discografico.