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Nell’attuale scenario discografico, dove è diventato imperativo interrogarsi su come l’universalità della musica classica possa tornare ad essere territorio comune di dialogo, confronto tra culture e ponte tra presente e passato, INRI CLASSIC sceglie di muoversi con la curiosità e il coraggio di mettersi in gioco di un neofita e la fiducia e la sicurezza di un precursore.
 
L’ambizioso progetto INRI CLASSIC nasce nel 2016 dalla collaborazione tra l’etichetta torinese INRI e Warner Music Italy: un’unione di intenti, esperienze ed energie che si prefigge di guardare al mondo della musica classica in modi innovativi e inaspettati. La sfida nasce sulla scia del successo internazionale del progetto Dardust, pioniere della combinazione tra elettronica nordeuropea e minimalismo pianistico e si inaugura con il timbro senza tempo del controtenore DIMAIO dove per la prima volta una vocalità tipica della musica barocca convive con l’attuale immaginario elettronico grazie proprio all’arrangiamento con cui Dardust veste i classici del repertorio rendendo l’artista un moderno Farinelli. Prosegue poi con il talento del pianista italo-turco Francesco Taskayali, giovanissimo compositore ormai al quinto album in studio e con un fitto carnet di concerti nello stivale e all’estero, un cuore cosmopolita che si riflette nella sua musica geografica con ampie armonie come paesaggi deserti e improvvisi giochi melodici vicini al brioso caos urbano. Nel 2016 in collaborazione con SIAE viene prodotto l’album del Trio OPUS 3000 dove la rinomata interprete Gloria Campaner sperimenta insieme al violoncello di Alessandro Branca e alle atmosfere elettroniche del producer Francesco Leali in un esperimento tra introspezione e imperfezione. Resa più decisa dal plauso di pubblico e critica, la programmazione procede più fitta del 2018 e la direzione artistica va a concentrarsi due fronti : l’esplorazione del mondo pianistico culminata con i milioni di streaming del siciliano Gian Marco Castro o il tocco della cassa in quattro per Cucina Sonora e la sperimentazione più spinta con la fisarmonica del futuro di Pietro Roffi, il viaggio nelle colonne sonore del cinema Peplum offertoci dall’ambizioso progetto Torso Virile Colossale, il pianoforte che dipinge e i quadri sinestetici di Francesco Maria Mancarella. 
 
Il 2020 è l’anno dell’ evoluzione verso la visione dell’ etichetta come catalizzatore di idee e talenti: arriva così la prima compilation del marchio “THE SHAPE OF PIANO TO COME” tra collaborazioni internazionali, esordienti e perle nascoste dello scenario neoclassico, un nuova sfida per tracciare il cammino delle sonorità del futuro.